Vivere in una Regione (non così) rossa

Come ogni lunedì mattina, mi leggo i giornali. Stavolta con più avidità del solito, dato che adoro la politica e ci sono i risultati dei ballottaggi.

Guardo i vari risultati, vedo una tendenza generale (la vittoria, più o meno larga, del centrosinistra) e mi sorge spontanea una domanda che pongo su Twitter.

Provo a spiegarlo a chi è lontano da questa regione. Ieri, come ha scritto prontamente un amico, a Carrara ha vinto il csx e a Lucca il cdx.

Tutto normale, almeno secondo gli esiti storici delle due città. Il voto di Lucca però ha riflessioni sui capoluoghi di provincia della Regione.

La mappa del 2018

Qui sopra la mappa con la situazione al 2018. Recuperata Prato rispetto al 2013, nel resto delle altre città ci fu un discreto cambio di… colore (compresi due successi del M5S, ndr).

Insomma, negli anni scorsi, altre città capoluogo, hanno cambiato maggioranza politica. Se per Arezzo o Grosseto si può parlare di una certa tradizione del centrodestra a livello locale, diverso è stato per città come Pisa, Siena, Massa o Pistoia.

Ci sono mille storie cittadine (siamo la regione dei campanili!) dietro alle varie tendenze locali, certo è che sorprende vedere il “rosso” (relativo, s’intende) ormai in minoranza. Non è certo un problema l’alternanza (sia benedetta!), né il fatto che governi il centrodestra (tra l’altro, a volte, con una serie di riconoscimenti bipartisan). Sorprende però che, ad oggi, ci siano 4 capoluoghi di provincia per il csx (Firenze, Prato, Livorno e Carrara*) contro i 7 del cdx (Massa*, Lucca, Pistoia, Grosseto, Siena, Pisa e Arezzo)

*per gli amanti della geografia le province toscane sono 10, ma sono state considerati capoluoghi tanto Carrara quanto Massa, ndr

Politicamente per il centrosinistra regionale, e per il PD che ne è il fulcro, è un grande segnale di allarme. La Toscana non è sola, nella vicina (geograficamente e politicamente) Emilia-Romagna questa situazione è stata già vissuta ed è ancora in essere (citofonare al Comune di Ferrara), per non dire poi di Umbria e Marche per le quali l’appellativo di “regioni rosse” sembra ormai una cosa di un lontano passato.

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Torniamo ad oggi. Spesso il risultato locale rimane troppo confinato a se’ stesso quando invece, da tempo, le (fu) “regioni rosse” manifestano insofferenza. Ecco, qualcuno ne risponde?

PS: rispondo anche al titolo “Vivere in una Regione (non così) rossa” dicendo che ci si vive bene, il capitale sociale della Toscana è forte a prescindere dai governi locali. Eh sì: questa è un’altra riflessione da porsi se si punta a governare questa Regione.

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Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱

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Andrea Trapani

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