Uno stadio in nome del PNRR

Andrea Trapani
2 min readApr 27, 2021

--

Chi mi conosce sa quanto ami Firenze, il mio tifo per la Fiorentina, quanto adori lo stadio del Campo di Marte e financo la mia stima per Draghi.

Devo ammettere che, nonostante tutto, pur conoscendone le ragioni e le motivazioni, non riesco a gioire nel vedere lo stadio Franchi nel PNRR. Un sentimento effimero, è chiaro.

La nuova fabbrica dello stadio, intesa nel suo carattere, ha pregi notevoli di volumi ritmicamente disposti e composti in un ardito e solenne organismo costruttivo. (Raffaello Brizzi in “Edilizia in Toscana fra le due guerre”)

Provo a spiegarmi, sperando di non essere troppo banale. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) è il programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, lo strumento per rispondere alla crisi pandemica.

Secondo un sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, sette italiani su dieci sono ottimisti sul piano di ripresa dell’Unione Europea. Io sono tra quelli.

IL PNRR

Parlando per sommi capi, gli Stati devono presentare i loro progetti di piani di ripresa e resilienza tenendo conto dei quattro principi guida della strategia annuale per la crescita sostenibile 2021 (ovvero sostenibilità ambientale, produttività, equità e stabilità macroeconomica).

Ci sono anche sette obiettivi principali: utilizzare più energia pulita, rinnovare, ricaricare e rifornire, collegare, modernizzare, espandere, riqualificare e migliorare le competenze.

Nell’accezione più larga, per giustificare i fondi destinati al Franchi, si parla sia del fatto che sia un monumento vincolato oltre a un impianto importante in una zona nevralgica di Firenze.

Non metto in dubbio né la buona fede dei proponenti né la bontà di chi ha avvallato la scelta. Il problema della mia mancata gioia è più etico, quindi non vale nulla a livello politico (forse). Torniamo indietro a leggere i 4 principi guida e i 7 obiettivi di questi piani.

Ci sono obiettivi sociali ed economici a lungo termine, il contesto dello stadio di Firenze ha la sua rilevanza (anche nazionale), ma forse non in un piano con questo pregresso di attese e aspettative.

Per chi non conosce la storia di Firenze 1976 e della fantastica illusione di Giordano Goggioli di candidare la città per le Olimpiadi poi assegnate a Montreal, può provare a dargli un’occhiata.

Quella è una vicenda che, seppur da un altro dramma (quello dell’alluvione del 1966), ha portato un risultato per tutto lo sport fiorentino a prescindere.

Insomma, ne prendo atto e non ne gioisco. Anche se sono felice per il nuovo Stadio (e il rinnovamento del quartiere di Campo di Marte).

--

--

Andrea Trapani

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱