Uno dei grandi problemi che attanaglia questi tempi è l’uso del verbo “sbagliare”.

“Sbagliare” è sia transitivo che intransitivo, è un verbo importante e con significati altrettanto importanti. Solitamente, quando lo si usa in pubblico, dovrebbe essere limitato (e riservato) ai casi più gravi specie se riguardano la vita di persone a noi estranee.
Un abuso che ne viene fatto invece riguarda la comunicazione politica: “tecnicamente” non si sbaglia mai a votare, qualunque sia la preferenza politica, come non si sbaglia mai a esprimere la propria opinione.
Eppure “sbagliare” è diventata l’accusa più comune, una posizione che probabilmente allontana molti da una discussione costruttiva.
Perché, pensateci bene, chi di noi affronterebbe mai un dialogo con qualcuno che dice che sbagliamo nell’esprimerci?
Una discussione sui temi comuni non è certo un’interrogazione. Eppure accade che la dialogicità dei social network abbia trasformato il tutto in un esame perenne.

Non solo, quando veramente ci sono sbagli in ambito sociale si preferisce usare altri verbi. Spesso neanche sinonimi di sbagliare. E dire che l’uso corretto della lingua aiuterebbe il dialogo più di quanto non possano fare le nostre idee e posizioni…

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱

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