La guerra non vede la bellezza

Una delle cose che colpisce di più ogni volta che si raggiunge Sant’Anna è la dicotomia tra la quiete e la pace dell’ambiente odierno che contrasta con le strazianti urla dell’inumana strage di 75 anni fa.

Oggi a Sant’Anna di Stazzema

Perché l’uomo in guerra riesce a perdere ogni dignità umana, non sa riconoscere la bellezza intorno a se’ e la furia cieca lo disumanizza. Poiché, “ed è questo il tremendo privilegio della nostra generazione e del mio popolo”, come scrisse Primo Levi “nessuno mai ha potuto meglio di noi cogliere la natura insanabile dell’offesa, che dilaga come un contagio. È stolto pensare che la giustizia umana la estingua. Essa è una inesauribile fonte di male: spezza il corpo e l’anima dei sommersi, li spegne e li rende abietti; risale come infamia sugli oppressori, si perpetua come odio nei superstiti, e pullula in mille modi, contro la stessa volontà di tutti, come sete di vendetta, come cedimento morale, come negazione, come stanchezza, come rinuncia.”

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱