La forza di avere paura

Le esperienze personali non sono mai l’unica risposta a un problema, ma possono aiutare a capire un contesto.

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Remco Evenepoel è caduto in burrone qualche mese fa, spesso sento dire in questo Giro d’Italia — come se fosse una colpa — che “ha ancora paura”. È normale avere paura.

Circa sei anni fa sono stato investito da un’auto che saltato uno stop. Al di là delle (pesanti) ripercussioni fisiche (mai guarite del tutto), il fattore psicologico è la cosa più difficile da affrontare. Ancora oggi. Ho voluto tornare in bici “subito”. Sbagliando. Perché?

Alla prima uscita sul “lungo”, ho avuto una crisi di panico a un semaforo perché “banalmente” un’auto era andata oltre la striscia di stop e me la sono immaginata addosso come nell’incidente che avevo ancora in mente. Avevo un problema da superare. Mi sono fatto aiutare.

L’ansia è diminuita, i giri in bici sono ripresi. Mai come prima. Ovvio, non sono un professionista ma la paura non è mai passata. Neanche alla guida dell’auto. Gli stop e i semafori mi spaventano ancora. Il mio rapporto con il ciclismo e la strada è diverso. Forse peggiore.

Sono assai meno tollerante per le distrazioni alla guida, sono fin troppo timoroso nello scendere in strada. Insomma, chi mi vede dice “Andrea ha ancora paura”. Sì, e ora riesco a dirlo senza vergognarmene. Finalmente. Forza Remco. Tieni la paura e corri ancora.

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱