IO non comunico con l’app dei servizi pubblici

Dal 7 dicembre è necessario aggiornare l’App IO per accedere al programma Extra Cashback di Natale

Ho avuto la “fortuna” ieri di essere sveglio abbastanza prest per evitare i problemi che — abbastanza prevedibilmente, sic — hanno riguardato IO, l’app che abilita il cosiddetto piano Italia Cashless.

Detto questo, fin dalle 8:30 di ieri — quindi ben oltre 24 ore consecutive — l’applicazione non funziona. Non dà risultati per i pochi fortunati che si sono iscritti per tempo (o grazie a shortcut tipo Satispay), non dà la possibilità di inserire i metodi di pagamento a quella vasta platea interessata già da oggi a usufruire dell’allettante cashback che garantisce il programma dello Stato per chi paga con la famosa (ma assai meno diffusa della sua notorietà) moneta elettronica.

La ratio del cashback di Stato, nonostante il paradosso di far uscire le persone in negozi fisici durante le restrizioni per il contenimento dell’epidemia, è nota: nel 2019 il numero di italiani che hanno usato i pagamenti elettronici è triplicato, raggiungendo quota 3 milioni. Non serve essere demografi o grandi statistici per capire che il grande pubblico ancora non paga con le carte. Altrettanto palese è che, con le aperture ridotte di questo 2020, anche i negozianti avrebbero solo vantaggi economici da un ritorno all’acquisto da parte di una clientela che usa la leva di questo incentivo del 10%.

Il problema non sono le buone intenzioni, anzi. Come per il dibattito per Immuni, si rischia di perdere contatto tra risultati e intenti. Gli intenti sono buoni, non lo metto in dubbio. Immuni aveva implementato quelle modalità per garantire la privacy per cui tanti si erano mossi (pure io, nel mio piccolo).
Immuni però non sta funzionando (o meglio ancora, non ha mai pienamente funzionato) perché si è scontrata con carenze di sistema: alcune di carattere culturale (in senso lato) per cui anche nella “fase di stanca” dell’epidemia spesso non veniva consigliata/utilizzata nemmeno da chi avrebbe avuto interesse nel far inserire i dati, altre di carattere logistico come il problema del tracciamento. Se le aziende territoriali e le Regioni non seguono i contagi, l’app Immuni rimane solo uno strumento spuntato.

Screenshot dell’8 dicembre, ore 12:02

Come l’App IO. Che oggi, come ieri, non funziona. E “non funziona” nemmeno a livello comunicativo. Spieghiamoci bene: se è assurdo che Matteo Flora venga bloccato per (più o meno ignote) ragioni di policy, altrettanto fallace è la gestione in generale del tutto. Dopo 24 e più ore di problemi sul sito ufficiale IO non si parla di malfunzionamenti (a cosa serve sennò un sito ufficiale?), i canali social sono gestiti con alcune incongruenze (oltre a essere improponibile che tutta l’utenza possa viaggiare tra Facebook e Twitter per capire cosa stia succedendo).

Insomma, l’infrastruttura dovrebbe crescere assieme alle buone intenzioni per non perdere tutto quel che viene fatto. Il rammarico è doppio se poi quel capitale di conoscenze “disperso” è patrimonio pubblico.

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