Il super fragile “click day”

Premessa. Leggo i commenti e le interazioni sul tema, ormai è diventato obbligatorio spiegare che non è una critica politica tout court ma una sorta di consiglio fraterno per far sì che alcune situazioni non si ripetano. Ci provo.

La notizia è questa. Il giorno precedente, come molti altri toscani, ho cercato di prenotare mia madre — che soffre di una malattia che la fa rientrare nella cosiddetta fascia dei super fragili — tramite il sistema di prenotazione della Regione Toscana. In breve, poco prima delle 19, è arrivato un SMS a tutta la categoria che si era precedentemente registrata sul sito dedicato per “partecipare” alle prenotazioni che si sarebbero svolte da lì a poco.

In pratica un “click day”. Con pochissimo preavviso peraltro. La stessa definizione che si trova di “click day” fa capire che il collo di bottiglia è dietro l’angolo: per chi non lo sapesse, con queste due parole inglesi si indica solutamente un “periodo stabilito da un ente pubblico per la presentazione telematica di richieste di rimborso, di incentivi o di finanziamenti, fino all’esaurimento dei fondi disponibili.” In questo caso i fondi disponibili erano i 15.000 slot, sparsi per tutta la Toscana, che corrispondevano ad altrettanti dosi del vaccino Moderna a disposizione di tutta la Regione.

Sicuramente pochi rispetto alla domanda come fa giustamente notare lo stesso Presidente Eugenio Giani. Peccato che non ci si interroghi sul sistema utilizzato. Chi mi legge anche di sfuggita, sa che non sono certo un detrattore della tecnologia e degli strumenti informatici. Anzi, il contrario.

Molte persone coinvolte hanno tratto conclusioni simili alla mia (fonte Facebook)

Per dirla in breve, il Presidente Giani— seppur in perfetta buona fede — temo abbia evidenziato più il problema che la soluzione.

Per alcune categorie specifiche, si poteva affiancare (anche) un sistema non attivato solo dall’utente. Ma anche a parità di scelta, invece di una specie di “click day” (con tutti i limiti di questa scelta, peraltro vissuti negli scorsi mesi più volte), per questi 80.000 super fragili, si poteva pensare a una distribuzione per zone/età/distretto/random/etc.

Perché dico questo? Perché, pur riconoscendo che sarebbe stata una scelta ovviamente non perfetta e a sua volta criticabile (come sempre quando si sceglie un metodo, ma questo è il ruolo della politica), avrebbe fatto evitato una serata sul PC e una sensazione psicologica di “fallimento” alla fascia super fragile.

Tutto questo, sia chiaro ben sapendo della scarsità di dosi, provando a cercare fornire una soluzione “più congrua” rispetto a una scelta che mette in crisi la struttura informatica regionale e la fiducia percepita nello stesso.

La scelta di lasciare in mano alle fragilità naturali della struttura informatica la mancata volontà di prioritizzare e/o scegliere come un deus ex machina una sorta di ordine per l’invio degli 80.000 SMS, per eterogenesi dei fini, non ha allievato proprio i super fragili.

Spero che, per i prossimi slot, la scelta sia più ponderata. E soprattutto più coraggiosa.

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱

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