Il paradosso delle fake news

Il paradosso degli articoli sulla ricerca relativa agli italiani che non riconoscono le #fakenews, è che la stessa ricerca dà percentuali diverse (e ben spiegate) da come viene titolata/commentata dai più.

Esempio 1

Per l’87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web. […]Fonte Ansa.it

Esempio 2

“Per l’87% degli italiani i social network non offrono più opportunità di apprendere notizie credibili e l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web. […]” Fonte AdnKronos (il testo riassuntivo è identico ad Ansa o viceversa se preferite)

La notizia quindi è che — come riportano dozzine di fonti giornalistiche (vedere per credere su google.it) — “l’82% degli italiani non è in grado di riconoscere una notizia bufala sul web”.

Lo studio sopra citato è disponibile su internet — url https://www.unisob.na.it/eventi/pdf/20180720.pdf — ed è stato presentato il 20 luglio scorso a Napoli dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa in un evento dedicato alla ricerca Infosfera 2018.

La ricerca, assai interessante, mostra le risposte a un questionario molto articolato e illustra, anche tramite una comoda sintesi, alcuni dei risultati che hanno (giustamente) attirato l’attenzione dei giornalisti.
In particolare è interessante questo passaggio sull’incapacità di distinguere il reale dal falso:

Il 65,46% (e non l’82%) non riesce a distinguere una fake news. Il famoso 82% (82,83% per l’esattezza) invece non è in grado di identificare la pagina Facebook di un sito di bufale.
Quindi non bufale tout court sul web. Perché il web è una cosa ben diversa da una pagina Facebook di un sito (di bufale o meno). Tanto è vero che la stessa ricerca distingue, con percentuali crescenti, le difficoltà di identificazione tra fake news, siti di bufale e pagine FB degli stessi.

Potrà sembrare una distinzione per addetti ai lavori, ma l’errore (seppur non grave per i più) è sintomo di qualcosa che non va: la conoscenza della rete, almeno per i suoi principali tratti caratteristici, è necessaria affinché si comprenda pienamente come le stesse fake news si propagano visto che, senza particolare sorpresa, spesso gli stessi professionisti della comunicazione ne sono (attivi) protagonisti nella diffusione.

PS: il rapporto Infosfera è piacevole e interessante da leggere, fatelo!

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱

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