Gli invisibili di Firenze Santa Maria Novella

Andrea Trapani
2 min readSep 19, 2019

Se nelle discussioni online la tendenza — una volta esaurite le polemiche del giorno — è quella di parlare (giustamente) di fatti allegri, rimangono spesso fuori tematiche ben più serie.

A volte invisibili seppur vicine a noi. Tanto da non riuscire a trattanere alcune emozioni quando ce le troviamo di fronte agli occhi. Stasera, a causa di un’attesa di oltre 40 minuti per una coincidenza, ho girato intorno alla stazione di Firenze Santa Maria Novella (dove era quasi tutto chiuso, Mc escluso al binario 16).

La stazione di Firenze Santa Maria Novella

Niente di nuovo. Lo facevo fin da adolescente aspettando l’ultimo treno della sera per tornare a casa (prima era alle 0:45, ora alle 23:18).
Ricordo di non aver mai avuto paura, la stazione all’epoca era sempre aperta e trovavi diverse umanità: le prostitute in via Nazionale, Elvis che ti parlava della Fiorentina… c’erano anche altre situazioni, i drogati li vedeva anche un 15enne poco smaliziato. Nascosti sotto la pensilina, anche per pudore.

Poco fa, ho fatto quello stesso giro: la zona della stazione è cambiata molto, i protagonisti pure. Le prostitute non ci sono più, e nemmeno Elvis. C’è ancora qualche senzatetto ma — da quando la stazione chiude la notte — gran parte di questa umanità è andata altrove.
Sono rimasti coloro che si drogano, stavolta (più) in pubblico: le barriere di accesso magari hanno lasciato fuori qualche venditore abusivo o qualche ladro, ma hanno reso visibili coloro che hanno una dipendenza dalla quale non si sanno staccare. Hanno il biglietto, superano la “barriera antidegrado” e cercano le colonne dei binari con i treni che aspettano la mattina per tirare fuori la siringa.
Nessun esibizionismo, certo, ma neanche nessuna umanità. Non certo la loro, ma sono praticamente invisibili a tutti. A chi lavora, a chi aspetta di vedere assegnato un binario al proprio treno.
Insomma, son appena salito a bordo con un senso di impotenza senza fine.

Sarà una lunga notte di pensieri.

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Andrea Trapani

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱