Ancora sull’Ungheria (e sullo sport)

È uscito su Il Foglio un articolo a cui ho tenuto particolarmente in queste settimane. Non solo perché “unisce” sport e politica, ma perché è stata l’occasione per affrontare una questione che mi ha appassionato.

Una premessa: se qualcuno si ricorda una mia presa di posizione sulla partenza del Giro 2022 dall’Ungheria, potrebbe pensare che avevo un preconcetto prima di scrivere questo pezzo.

Assolutamente vero. Avevo un’opinione molto polarizzata.

Per questo ringrazio chi mi ha dato la possibilità di esplorare una tematica su cui, confrontandomi con la competenza e la passione di Lorenzo Venuti, ho dovuto studiare per comprendere che spesso non si ha ragione. Specie sulle analisi sociopolitiche.

Se non si vive una certa realtà, magari si propaga su di essa la nostra visione del mondo. Certo, quella di Orbán non è la mia e di molti europei. Sicuro è che l’Ungheria, a prescindere dal premier, ama lo sport. E fa di tutto per dimostrarlo. Ecco, questo spero si capisca.

Insomma, un lungo preambolo per questo link: qui sotto l’articolo di cui sto parlando.

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Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱

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Andrea Trapani

Giornalista, appassionato di comunicazione. In rete fin da adolescente alla fine ha deciso di studiarla.📱